Decimi e diottrie sono la stessa cosa?


Nella vita di tutti i giorni, le attività fondamentali che esercitiamo e che si apprendono fin dalla classe prima della scuola primaria sono: la lettura e la scrittura.

Tali attività sono strettamente collegate al vedere. Per convenzione la acutezza visiva è espressa in decimi(unità di misura italiana, da non confondersi con le diottrie) e il valore normale o ritenuto qualitativamente buono è 10/10.

I decimi si misurano contando il numero di righe lette su apposite tabelle dette Ottotipi posti ad una determinata distanza.

Possedere una qualità visiva di  10/10 è significato di buona visione. E’ uso comune credere che “vedere” sia una funzione identica in tutte le persone o ancora che possedere i 10/10 sia l’unico dato importante per una vista corretta.

In realtà il nostro sistema multisensoriale, (vista, uditi,olfatto, tatto e gusto) capta migliaia di informazioni che vengono elaborate dal nostro cervello e che sinergicamente permettono un corretto funzionamento visto-percettivo.

Per una buona visione non è sufficiente possedere quei 10/10 famosi, bensì possedere una corretta abilità oculo-motorie. Non è così banale, fornire il mezzo correttivo più efficace per la propria percezione visiva; necessario affidarsi ad esperti.

Le diottrie invece misurano il potere refrattivo della lente, ovvero la potenza delle lenti da porre davanti a un occhio per sfruttarne a pieno le capacità visive. Non spaventiamoci se la nostra prescrizione di lenti sottende valori(diottrie)molto elevati(-9 oppure +7), e ancor più altri valori associati come l’astigmatismo,  non sono altro che i poteri della lente necessari  per raggiungere la qualità visiva di 10/10.

Fondamentale essere seguiti sin dalla prima età da esperti Oculisti, Optometristi e ottici, in grado di comprendere e fornire il mezzo più idoneo per migliorare la nostra abilità visiva e mantenere nel tempo la qualità visiva di almeno 10/10.

Padrin Fabrizio